Con un passato di contitolare di aziende e di agenzia di rappresentanze di ceramiche prima e di abbigliamento poi, con uffici anche in Germania, di direttore all’immagine per Intercosmo (per conto della quale ha organizzato campagne pubblicitarie, sfilate di moda , convention e fiere internazionali) e di direttore marketing per l’Italia per Sebastian International (in questa veste ha organizzato anche molti eventi internazionali, uno fra tutti la presentazione della Rainforest Foundation di Sting nell’Aula Magna Santa Lucia dell’Università di Bologna, in cui fu anche uno dei relatori oltre a Franca Sciutto, allora Presidente mondiale di Amnesty Int., oggi “esperta”, a Trudy Styler, moglie di Sting, e ad altre autorità internazionali), inizia ad organizzare mostre ed eventi nei primissimi anni ’90 fondando con alcuni amici a Faenza il Circolo degli Artisti, di cui ha mantenuto la presidenza e la direzione artistica fino all’ ottobre 2006.
Ha organizzato circa 200 concerti e 160 esposizioni, quasi 150 edizioni, fra cui molti libri d’artista, alcuni dei quali presenti in musei e collezioni pubbliche e private, ed eventi vari, durante il suo mandato di Presidente del Circolo degli Artisti.
Ha diretto per un anno fra il 2013 e il 2014 la Fondazione Dino Zoli di Forlì.

JAZZ

Fotografie © Copyright Cristiano Mazzoli

Il Circolo degli Artisti di Faenza, divenuto rapidamente locale di rilievo internazionale, sotto la presidenza e direzione artistica di Lamberto Fabbri ha ospitato concerti dei massimi artisti del panorama jazz mondiale, quali Johnny Griffin, Steve Lacy, Andrew Hill, Art Farmer, in uno dei suoi ultimi concerti prima della morte, Larry Goldings, Three Baritone Saxophon Band, Either Orchestra, Jon e Michele Hendricks, Giuseppe Bassi, Tony Scott, Joe Zawinull, Paula West, Stefano Bollani in diverse formazioni e “in solo”, l’Orchestra del Titanic più volte e con formazioni allargate proprio per quegli eventi con ospiti del calibro di Enrico Rava, Marsico, Guerrini, Petra Magoni, Irene Grandi…, Eddie Henderson, Flavio Boltro, Winton Marsalis, Jimmy Cobb, Mal Waldron, Nicola Arigliano, Cedar Walton, Antonello Salis, Paolo Fresu, Dado Moroni, Aldo Romano, Francesco Bearzatti, Fabrizio Bosso, Mark Murphy, Denis Irwin, Jim Hall, Christian Escoudé, George Cables, Gianni Giudici, Jimmy Green, Ben Allison, Michael Blake, Marco Tamburini, Renato Chicco, Joe Zawinul, Ralph Alessi, Jennifer Choi…: tutti personaggi di massimo rilievo e tutti in formazioni originali o allargate per l’evento, i quali spesso hanno presentato in anteprima, o in prima, i loro CD. Sono circa 200 i concerti realizzati. Lamberto Fabbri ha fondato ed organizzato fin dalla sua nascita il celebre “Festival Jazz in bianco e nero” rassegna internazionale ospitata a Brisighella e Tredozio che comprendeva un programma di jazz solo, jazz e prosa, Jazz e poesia, Jazz e teatro e per primo in Italia jazz e cinema con “pizze” originali, cioè in pellicola (oggi molto spesso presenti nei grandi festival ma in video), che ha ricevuto l’onorificenza della Medaglia d’Argento del Presidente della Repubblica.

POESIA

Per la poesia il Circolo degli Artisti, con la presidenza di Lamberto Fabbri, ha vinto diversi prestigiosi premi letterari (fra cui il Premio Camaiore in cui per la prima volta nella sua storia un editore vinse il premio della critica con “ Cinque canti per un solstizio d’inverno” di Giuseppe Conte e lo speciale della giuria con “Gli eldoradi quotidiani e altre poesie” di Giorgio Celli) pubblicando testi inediti dei maggiori poeti quali, Andrea Zanzotto Mario Luzi, Attilio Bertolucci, Ernesto Cardenal, Juan Liscano, Carlos Franqui, Giuseppe Conte, Davide Rondoni, David Hart, Paul Durcan, Giovanni Raboni, Alberto Cappi, Franco Fresi, Brandolino Brandolini d’Adda, Gregorio Scalise Maria Luisa Spaziani, Giorgio Celli, Giò Ferri, Raffaello Baldini, Cesare Viviani, Piero Bigongiari, Patrizia Cavalli, Lawrence Ferlinghetti, Giovanni Giudici, Renè Ricards, Roberto Mussapi, Tommaso Kemeny, Roberto Roversi, Edoardo Sanguineti, Dario Bellezza, Marco Munaro ed altri artisti di massimo rilievo nel mondo della poesia contemporanea.

Per il Circolo degli Artisti ha curato l’edizione di oltre 150 pubblicazioni fondando anche la collana “Nightingale” di cui affidò la direzione ad Alberto Cappi, alla quale collaboravano il “Centro di Poesia del ‘900”, che organizza il Festivaletteratura di Mantova, l’Università di Bologna, l’Università di Madrid, la Yale University, la UCLA University e le riviste Ribot di Los Angeles, Origini di Reggio Emilia e Serta di Madrid. Molte edizioni di libri d’artista curate da Lamberto Fabbri sono presenti in importanti musei internazionali quali il Museo Pecci di Prato, il Guggenheim di Venezia, il Paul Getty Museum di Malibù, il MOMA di New York, la fondazione Burri, nella sede di Palazzo Albizzini di Città di Castello…

Ha curato l’evento significativo “Ritratti della Poesia”, presentato al Teatro Masini di Faenza con il pieno di pubblico e con grande successo di stampa, al quale è stato dedicato un catalogo-antologia recensito entusiasticamente dalla critica nel 1998 (ad es. la rivista Italianistica della Università La Sapienza di Roma la recensì in un lungo articolo in maniera a dir poco entusiastica per aver saputo accogliere oltre a poesie inedite e foto così intimistiche, gli autoritratti in prosa dei poeti ritratti, di cui molti fra loro su posizioni incisivamente antagoniste, e poi Poesia di Crocetti e i maggiori quotidiani nazionali e internazionali se ne occuparono nelle loro pagine culturali). La mostra inaugurò il “Festivaletteratura” di Mantova nello stesso anno ed è tuttora una mostra itinerante ospitata in Europa e in America. L’antologia comprendeva immagini fotografiche, realizzate apposta per la mostra e il libro, dalla famosa fotografa Guglielmina Otter.

Nel 2000 ha curato l’edizione del Quetzalcoatl di Ernesto Cardenal, nella traduzione di Alberto Cappi con la lingua originale a fianco, illustrata dalle tavole di Pablo Echarren, in una preziosa edizione di grande formato. Il libro fu presentato al Festival della Letteratura di Mantova e le tavole furono esposte alla casa del Mantegna.

NIGHTINGALE'S COLLANA

Mi sembra doveroso in apertura rivolgere un pensiero a chi tanto desiderò questa collana e me la propose, poi la coltivò con grande passione facendole pubblicare poeti fra i più “grandi” e dare l’avvio a giovani poeti divenuti poi “grandi” anch’essi e la condusse a vincere premi letterari importanti ed anche minori: Alberto Cappi. Oggi che intendo farla risorgere dopo un silenzio decennale sono certo che in qualche modo celato se ne prenderà di nuovo cura.
Affido ad alcuni amici poeti il compito di scrivere di lui un rapido profilo.

Incontrare Alberto Cappi equivale a incontrare un uomo generoso e gentile. Arrivo a dire, in questi tempi di disperazione sociale, che tanto mi sarebbe bastato a definirlo poeta. Ma Cappi è anche veramente poeta (nonché direttore editoriale della premiata collana di poesia del “Circolo degli Artisti” di Lamberto Fabbri) e poeta politico, che comincia a scrivere smontando i codici del sistema, per rivolgere poi la propria attenzione a un dialogo affettivo ininterrotto, se la poesia dura oltre la fine della materia che l’ha costruita, col gesto artigianale del “fare”. Quella di Cappi è infatti poesia sbozzata come nel legno, lavorata a mano, senza però che se ne senta la fatica, in equilibrio serenamente inquieto tra ricerca linguistica e colloquio amicale. La cifra della poesia di Cappi è il camminare sul filo degli opposti, senza precipitare né dall’una né dall’altra altezza, ovvero riuscire a tenere insieme la malinconia imbronciata e introversa di un «decenne caduto dalla bici» con libertà ribelle di un adolescente, intento alla sua «suzione di alfabeti», con la vita quotidiana e matura di un uomo che osserva il mondo e ne registra mutamenti e sussulti, biografici e storici. Il passo poetico di Cappi non è dunque mai pacificato, vive bensì una serie continua di aggiustamenti, salti e cambi di velocità, come accade a chi sia guidato dalla doppia intelligenza, etica e del cosiddetto reale. Cappi è un poeta “con storia”, che modifica la propria adesione poetica al mondo perché è sensibile alle modificazioni del mondo, è carne viva che si fa parola, è esperienza – dolore, gioia, delusione e riflessione – tradotta in versi che, pur partendo radenti il piano terrestre, ci portano ad ascoltare «lo scalpiccio delle stelle».

Maria Grazia Calandrone

Partito quale poeta di ricerca (a quel tempo lo si definiva: “poeta della neoavanguardia”, se non “poeta sperimentale”), a fianco di personalità quali Spatola, Niccolai, Porta, Costa, Viviani, l’opera di Alberto Cappi, di cui mi onoro di essere stato amico, con gli anni ha abbandonato, via via, la disarticolazione, lo scavo, l’estrema manipolazione della parola, le frammentazioni e le ricomposizioni, nonché le ardite combinazioni che davano forza a una scrittura comunque carismatica, al di là del significato e, spesso, anche del significante, in cui la musicalità padroneggiava assieme a un ribollire mental-viscerale, come a suo tempo lo definii, per approdare a contenuti più specifici, più caratterizzanti, quindi a interrogazioni più mirate, a invenzioni linguistiche più canoniche, plasmando un canto in cui il misticismo laico si è spesso intrecciato con quello religioso, in cui la creazione letteraria è divenuta argomento sempre più legato da un lato all’origine mentre, dall’altro, alla fine, alla morte, componenti che appartengono a noi tutti, e, sulle quali, come ben sappiamo, poggia il comporre lirico, il verso ammorbidito, la riflessione più intima, donando, all’insieme, maggiore dolcezza e adattabilità. E lo stesso fu del Cappi critico letterario e curatore di collane, in cui il dire dell’altrui parola e lo scegliere l’altrui poetare risultarono ulteriori momenti creativi, nella gentilezza, nell’accoglienza, nel dirsi parte di un tutto quale uomo fra gli uomini. Quello fu, per lui, il momento dell’allusione, della metafora dubitativa, del coniugarsi con la natura, dell’invocazione, della constatazione e della preghiera, quindi dell’elevazione tramite la rappacificazione col respiro.

Gian Ruggero Manzoni

MOSTRE

Per quanto riguarda le mostre Lamberto Fabbri ha ideato e curato oltre un centinaio di eventi all’interno delle attività del Circolo degli Artisti e non solo. I personaggi a cui sono state dedicate mostre importanti sono artisti quali Sean Henry, Giosetta Fioroni, Giuseppe Spagnulo, Hidetosci Nagasawa, Luigi Ontani, Giacinto Cerone, Federico Bonaldi, Riccardo Biavati, Sergio Zanni, Graziano Pompili, Germano Sartelli, Giuliano Della Casa, Tommaso Cascella, Pablo Echaurren, Sergio Monari, Gyulai Liviusz…(sono circa 160 le mostre-evento, cioè create apposta e non ospitate, all’interno del Circolo e fuori). Ha organizzato grandi eventi culturali che hanno ottenuto notevole successo di pubblico e di critica. Ha curato nel 1993 l’esposizione e la donazione dell’imponente pannello ceramico dell’artista Alberto Burri al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza assieme alla bottega Gatti che realizzò al suo interno i pannelli, realizzando per l’occasione la preziosa edizione in serigrafia del libro Nero e Oro per Burri in cui scrisse anche il testo.
Nel dicembre del ’93 ha anche organizzato la mostra “La pittura di natura morta” alla Galleria Comunale d’Arte di Faenza ove erano esposti capolavori dei massimi pittori di natura morta dei secoli XVI e XVII quali Recco, Ruoppolo, Piani, Magini, Resani…
Nello stesso anno ha anche organizzato la mostra dedicata all’artista scomparso Alfonso Leoni tenuta in due sedi: il Circolo degli Artisti e il Palazzo delle Esposizioni a Faenza e quella dedicata a Pompeo Pianezzola presso la Loggetta del Trentanove sempre a Faenza.
Una particolare menzione va anche all’importantissima mostra del 1994 dedicata al grande artista Paul Bonifas, Segretario Generale dell’Esprit Noveau e personaggio dimenticato dalla critica europea. La accompagnava una corposa monografia ricca di contributi, anche dello stesso Bonifas e di Ozenfant, tutti inediti.
Negli anni 1993-’94 ha curato le mostre del maestro Guerrino Tramonti allestite presso la Galleria di Arte Moderna di Bologna e svolta in occasione del Convegno mondiale sull’AIDS (all’interno di questo evento ha organizzato anche il concerto di Gino Paoli con varie guest stars al seguito e duetti), al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza e al San Giorgio in Poggiale (questa esposizione vinse il primo premio della regione Emilia Romagna quale miglior mostra dell’anno).
Nel 1996 ha curato la grande mostra antologica con oltre 300 quadri a olio e un centinaio di disegni dedicata a William Congdom al Palazzo delle Esposizioni di Faenza e al Circolo degli Artisti; una sezione di questa mostra inaugurò anche la sede europea dell’Università di Bologna nel Complesso di San Giovanni in Monte. Questa antologica è ancora indicata dalla critica come la più grande mostra dedicata a questo artista, maggiore anche rispetto alle mostre di Palazzo Reale a Milano e della Sala de Exposiciones de Plaza de Espana a Madrid. Nello stesso anno ha organizzato la mostra-concerto di Daniela Carati e Massimiliano Messieri, con il CD allegato al catalogo. Messieri poi l’anno successivo vinse il prestigiosissimo premio bolognese “2 agosto”. La mostra-concerto ha itinerato per 15 sedi europee fino al 1998. Nel periodo del Natale di quell’anno organizza una mostra al raffinatissimo artista Danilo Melandri, da poco scomparso, con un prezioso piccolissimo libro d’artista con le poesie di Alberto Cappi e un testo introduttivo di Angelo Capasso.

Ha organizzato nel 1997 la importantissima e prestigiosa mostra di Luigi Ontani (accompagnata da un prezioso catalogo che si pregiava di essere l’unico volume in lingua italiana in vendita presso il MOMA di New York) sviluppata in tre sedi: Palazzo delle Esposizioni e Chiesa di San Giuseppe (allestita in tutti i suoi arredi, immagini, statue, ex-voto…) a Faenza, Galleria Sperone – West Water a New York e Galleria 1000 Eventi a Milano. Per l’evento fu anche realizzato da Francesca Ravello un cartone animato, dando vita agli acquerelli dell’Artista, che venne poi presentato alla Biennale del Cinema di Venezia.
Sempre nel 1997 ha curato la mostra dedicata alla produzione della rinomata manifattura parigina Robj nella chiesa di San Vitale a Faenza.
Nel 1998 ha organizzato la mostra “Omaggio a Venezia” nel Palazzo delle Esposizioni a Faenza con la collaborazione della Fondazione Cini di Venezia, ancora oggi ritenuta la mostra più esaustiva di ceramiche di un’unica bottega del ‘500, la più importante, quella di Mastro Domenico da Venezia, con oltre 90 opere, mettendo in rete per l’evento il MIC con la Fondazione Cini e con alcuni musei e collezionisti privati internazionali. Nello stesso anno organizza la mostra “L’officina delle stelle ovvero le stufe degli dei” di Riccardo Biavati al Circolo degli Artisti accompagnata da un libro d’artista con i testi di Giorgio Celli e Lucio Dalla.

Sempre nel 1998 ha organizzato la grande mostra di Franz Stahler al Circolo degli Artisti, al Parco Tassinari e nel percorso cittadino a Faenza.
Ha organizzato nel 1999 la mostra di Sandro Lorenzini al Circolo degli Artisti, al Parco Tassinari, al Museo Internazionale delle Ceramiche a Faenza, nel percorso cittadino e nella Chiesa del Suffragio a Brisighella con un prezioso catalogo con i testi di Vasco Rossi e Angelo Scandurra.
Nello stesso anno in collaborazione con il “The Gardiner Museum of Ceramic Art in Toronto” ha organizzato la mostra itinerante “Clay Today – Ceramique d’Aujourd’hui”, mostra che poi itinerò in vari musei europei.
Sempre nel 1999 ha organizzato nel Palazzo delle Esposizioni a Faenza, in collaborazione con l’assessorato alla cultura e l’ufficio tecnico del Comune, per gli allestimenti, l’importante esposizione dell’ultimo periodo artistico di Mattia Moreni avvenuto poco prima della scomparsa dell’artista. A questa mostra ha fatto seguito la donazione di un imponente opera in ceramica al Museo Internazionale delle Ceramiche e di alcune grandi tele alla città.
Nel 2000 ha curato l’evento straordinario dedicato al maestro giapponese Nagasawa. La mostra organizzata a Brisighella comprendeva quattro installazioni nella cittadina, un’esposizione di opere storiche (marmi e ori) e la presentazione di un video inedito al Museo Ugonia di Brisighella.
Nel 2001 ha organizzato la più grande mostra dedicata a Giuseppe Spagnulo comprendente una retrospettiva e una rassegna di opere create appositamente per l’evento svolta in tre sedi: a Faenza, Museo Internazionale delle Ceramiche (le ceramiche) e Circolo degli Artisti (le carte), a Brisighella, percorso cittadino (oltre 500 tonnellate di acciaio). Per l’occasione fu realizzata una corposa monografia antologica con interventi critici autorevoli ed un video per la regia di Samantha Casella che fu presentato ad una collaterale della Biennale del Cinema di Venezia.

Nel 2002 è invitato a fare parte della Giuria alla Biennale d’Africa nella città del Cairo, ove però purtroppo all’ ultimo momento non può partecipare perché gli viene affidata l’organizzazione della grande antologica di Carlo Zauli, appena scomparso, mostra che riscosse un grande successo e il cui catalogo è ancora oggi il punto di riferimento per gli studiosi dell’Artista.
Fanno seguito altre mostre presso il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, la GAM di Bologna e nel percorso cittadino a Brisighella, a Faenza e Marradi oltre all’organizzazione di numerosi concerti e rassegne di poesie e collaborazioni a libri.

Nel periodo maggio-settembre 2003 ha organizzato con la collaborazione di Baj presso la sede della Banca di Romagna l’ultima mostra del Maestro, in cui vennero esposte ceramiche anche di grandi dimensioni realizzate a Faenza assieme a quadri e sculture di tecniche varie. Il catalogo era un libro d’artista con le poesie del poeta amico Giò Ferri illustrato con i Guermantes di Baj, Le Palais de Tokio, ove venne anche presentato a Parigi. Il libro ottenne vari riconoscimenti in Italia e in Francia.

Nel 2004 organizza la cena evento “La cena delle ciotole” che ancora itinera in Europa, con le stoviglie realizzate da Riccardo Biavati e la cucina dello chef pluristellato Igles Corelli, accompagnata da un libro d’artista con le ricette e i testi di autorevoli personaggi. La cena dovette essere ripetuta dato il successo della prima edizione.

Nel 2005 la mostra di Franco Vaccari nella Galleria Comunale di Faenza gli valse la seconda Medaglia d’Argento del Presidente della Repubblica oltre all’Alto Patronato già ottenuto alla presentazione del progetto.

Nel 2005 è stato invitato al convegno su Attila Josdeph a Budapest, evento principale dell’Unesco per l’Ungheria per l’anno 2005, perché aveva pubblicato per la prima volta in Italia due glorie nazionali l’illustratore Giulay Liviusz e lo scrittore Ervin Lazar, purtroppo oggi scomparso, nel raffinatissimo e delicato libro Rapsodia Ungherese.
Ha curato poi nel 2008 l’edizione del libro “La sabbia del giorno-Paraguay-I poeti della libertà”, ove sono pubblicati per la prima volta in Italia i maggiori poeti contemporanei del Paraguay, con la traduzione di Franco Fresi e a fianco l’originale in lingua guarany accolto fin dai suoi esordi molto favorevolmente dalla critica letteraria e giornalistica.
Nel 2008 ha curato il libro dell’architetto James Wines sull’opera di Franz Stahler.
In questi ultimi anni ha curato altre importanti edizioni, quali la corposa monografia sul lavoro scultoreo di Sergio Monari “Ektasis”, cui farà seguito a breve un’ altra sul lavoro pittorico, diversi libri d’arte fra cui “Spirito Light” di Cristiano Marchetti, in arte Kry o Gran Carlo, presentato in un progetto di mostra nella Pinacoteca di Faenza, a cui ha collaborato e in cui le opere di questo artista, esponente della street art, venivano esposte quasi in una sorta di installazione, in dialogo con opere di antichi maestri, quali Donatello, Palmezzano, Ferraù Fenzoni, Biagio d’Antonio.
Nel 2013 ha curato l’edizione preziosa di un importante libro d’arte
“ Frisbees” con le poesie di Giulia Niccolai e gli acquerelli di Giuliano Della Casa, presentato poi in via Solferino a Milano.
Nel periodo marzo aprile maggio 2018 all’interno della mostra Dialoghi sulla Sofferenza a cura di Vittorio Sgarbi, tenutasi al Palazzo Ducale di Urbino, ha curato la sezione di Ilaria Facci, ottenendo un grande ritorno di stampa e di visibilità sui media: 34 passaggi su Sky Arte. Tg24, Tg3. Il libro d’artista, nato nell’occasione della mostra, verrà presentato il 20 Settembre 2018, alla Triennale di Milano da Giovanni Gastel e Giulia Niccolai, e il 26 Settembre 2018 alla Sala della Cultura di Palazzo Pepoli a Bologna da Vittorio Sgarbi e Paolo Valesio.

COLLABORAZIONI

Per sei anni ha collaborato con la Fondazione Cini di Venezia fino alla morte del direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte professor Alessandro Bettagno mantenendo l’incarico di Art Director di “Saggi e Memorie”.
Ha inoltre collaborato con le Ambasciate e ministeri della Cultura di Grecia e Corea organizzando due mostre di artisti coreani al Circolo degli Artisti e al Palazzo delle Esposizioni di Faenza e di artisti greci al Circolo degli Artisti e la mostra di Voula Massoura al Palazzo del Podestà di Faenza che fu in seguito ospitata alla Biennale di architettura di Venezia.

Grazie alle attività culturali legate al Circolo degli Artisti ha collaborato con i maggiori critici d’arte quali Maurizio Calvesi, Andrea Emiliani, Pietro Bellasi, Enrico Crispolti, Fred Licht, Joseph Rickwert, Beatrice Buscaroli, Vittorio Sgarbi, Jadranka Bentini, Rossana Bassaglia, Enzo Biffi Gentili, Marisa Vescovo Marilena Pasquali, Giorgio Cortenova, Giorgio Celli, Enzo Biffi Gentili, Eduardo Lamaro, Angelo Capasso, Raffaele Gavarro, Elena Volpato, Masaki Iseky, Edward Lucie Smith, Olga Gambari, Gian Ruggero Manzoni… Ha anche collaborato con giornalisti, musicisti, poeti, scrittori, intellettuali.. quali Nevio Casadio, Tonino Guerra, Vasco Rossi, Lucio Dalla, Aglauco Casadio, Vincenzo Mollica, Gino Paoli, Carlo Bo, Tomaso Kemeny, Cristiano Cavina, Cesare Daminano…Ha organizzato e prodotto diversi spettacoli teatrali e concerti in teatri ed arene tra i quali la messa in scena del “Cantico dei Cantici” nella trasposizione dall’ebraico di Padre Agostino Venanzio Reali, avvenuto in occasione del Giubileo degli Artisti nel 2000, al Teatro Masini di Faenza alla presenza del cardinal Poupard , replicato poi alcuni anni dopo con diversa orchestra, attori e coro nella splendida cornice della chiesa di San Francesco a Ravenna per Don Oreste Benzi; la messa in scena del Quetzalcoatl di Ernesto Cardenal, uno dei massimi poeti dell’ America Latina, pubblicato per la prima volta in Italia con la traduzione di Alberto Cappi, nella suggestiva abbazia romanica di Pieve del Tho, presso Brisighella, da cui è scaturito un CD, solo per la parte musicale, eseguita dal Grupo Candombe con musiche originali, cui hanno fatto seguito concerti in tutto il mondo e che è stato addirittura presentato in Sud America, alle cui musiche si ispirava; la messa in scena di Arabian Nights di Roberto Mussapi con l’autore e il gruppo musicale Calenda do Sol, come al solito allargato con ospiti del calibro di Antonello Salis con musiche originali e da cui è scaturito un CD e che tuttora viene rappresentato.

DONAZIONI

Tramite il Circolo degli Artisti da lui presieduto sono avvenute importanti donazioni all’arredo urbano alle città di Faenza e di Brisighella, al Museo Internazionale delle Ceramiche e alla Galleria d’Arte Moderna di Faenza, alla Galleria d’Arte Moderna e all’Accademia di Bologna, alla Chiesa di San Giacomo a Imola…realizzate dai maggiori artisti contemporanei quali Franz Stahler, Hidetoshi Nagasawa, Alberto Burri, Mattia Moreni, Sandro Lorenzini, Federico Bonaldi, Enrico Biavati, Pompeo Pianezzola, Giacinto Cerone, Giuseppe Spagnulo, Guerrino Tramonti, Mauro Mazzali, …

MEDIA

Le televisioni nazionali oltre che le regionali si sono occupate sempre delle mostre e dei concerti da lui organizzati: le reti Rai con Grandi Mostre, gli “speciali” di Mollica, i TG, Leonardo, RAISAT ARTE, le reti Mediaset con “l’Angelo”, i suoi “speciali”e i telegiornali. Molte volte è stato invitato da Red Ronnie al Roxi Bar che ha dedicato intere puntate alle mostre di Congdom o ad artisti jazz da lui presentati o a poeti da lui pubblicati. Le reti nazionali ungheresi lo invitarono in”speciali” sul convegno su Attila Josdeph, sulla mostra di Gyulai Liviusz e sul libro di Ervin Lazar, la BBC si occupò della mostra di Sean Henry a seguito dell’ opera comprata dal Gugghenein di Bilbao il giorno dell’ inaugurazione della mostra al Circolo degli Artisti dalla loro inviata Sarah Boots e dalla immediatamente conseguente vincita del prestigiosissimo Villier Prize da parte dell’Artista.

STUDIO IMMAGINE AZIENDALE

Da tempo cura l’immagine per tutte le aziende del gruppo Randi (monografie, video, eventi, comunicazione…)